Strasimeno Ultramarathon (Eppur si Muove…!!!)

di Giuseppe Di Giorgio, 07/03/2011

 

pregara

Chi è che si muove vi chiederete voi, che domande ma io naturalmente!

Ordunque a seguire vi narrerò le gesta delle prodi canotte orange in quel del lago Trasimeno per una simpatica scampagnata sulla distanza dei 58 km, ma come al solito partiamo con ordine.

Il week end per me comincia nel migliore dei modi ovvero partecipando sabato pomeriggio al bellissimo seminario organizzato sulle tematiche degli aspetti tecnici e mentali per chi si appresta ad intraprendere la sua prima maratona; tutto questo è stato reso possibile grazie all’incredibile creatività e professionalità di Francesca coadiuvata da alcune sue valide colleghe nonché dall’eccellente Roberto, entrambi note canotte orange; vi assicuro che si è trattato di una full immersion veramente ben strutturata e gestita che, mi permetto di dire, non ha lasciato i numerosi (me compreso) ospiti a bocca asciutta, anzi sicuramente ognuno è tornato a casa con una valanga di informazioni e perché no, con qualche nuova domanda da porsi sull’incredibile mondo della corsa.

Ok andiamo avanti, sabato sera preparo in fretta la sacca con gli arnesi del mestiere, sveglia puntata alle 5 dato che mi devo fare circa 220 km per raggiungere Castiglione del Lago, punto di partenza ed arrivo della gara; ovviamente dormo poco, un totale di ore pari alle dita che ci sono sulle muffole, come uno zombie mi reco allo specchio dove il solito losco figuro mi manda una serie di accidenti dicendomi “perché diamine mi hai svegliato? Ti pare il modo?”, come sempre io alle facce poco raccomandabili non do retta, cerco di svegliarmi con una valanga di acqua, mi vesto, esco e parto.

Le previsioni dicono che ci sarà bel tempo ma durante il viaggio mi sorgono dei dubbi visto che il cielo è una distesa di nuvoloni grigi manco fosse l’apocalisse, “ecco qua – mi dico – qui mi sa che ci facciamo un bel bagno!”, arrivo a destinazione e mi reco a ritirare il pettorale, il cielo nel frattempo fortunatamente si apre e il sole comincia a farsi intravedere. Mi reco alla partenza per incontrare i miei compagni di avventura, la squadra è così composta: i veterani delle ultra Luigi, Franco, Christian, un esaurito mentale cioè io, ma soprattutto due new entry in questo tipo di gare, la super runner Lisa e il più che mai esperto e valido Francesco.

La gara come detto ha un percorso totale di 58 km comportando quindi il giro intero del lago (ma si può scegliere anche di correre per traguardi di15, 21, 30 o 42 km), facciamo una veloce foto poi ore 9 circa si parte, subito Franco prende la volata e Luigi a seguire, io mi affianco a Christian, mentre Lisa e Francesco sapientemente studiano la situazione senza strafare da subito.

Con Christian mi percorro più o meno i primi 15 km durante i quali incontriamo una delle prime salite che ci presenta subito il conto, poi lui prende il suo ritmo e progressivamente si allontana fino a sparire dalla mia visuale. Il percorso di per sé non è molto suggestivo, si corre molto su strade interne ed in alcuni tratti si costeggia il lago, alla gente del posto, come dicono ad Oxford, essenzialmente nun je ne po’ fregà de meno della corsa e ciò mi dispiace un po’, siamo comunque in una bella zona e tanto basta.

In principio tengo un ritmo abbastanza sostenuto (ovviamente per i mie parametri, ma lo ribadisco ancora una volta, io veloce non lo sono, non so se ci avete fatto caso ma sul mio braccio sinistro c’è tatuata una tartaruga non un ghepardo, ci sarà un perché no? Si che c’è ma non ve lo posso dire altrimenti poi vi dovrei uccidere tutti e hai voglia a far fuori 700 orange!), filo come un treno (sto parlando del trenino della LEGO naturalmente!), da una parte so che ciò mi farà consumare più rapidamente le energie ma se ogni tanto non provo a forzare un po’ non potrò mai evolvermi da Homo Zuccons a Homo Superzuccons no?

La gara scorre tranquilla, non c’è il vento fastidioso dello scorso anno ma una leggera brezza che compensa il calore che il sole fa mani a mano sentire sempre più; ai ristori passo veloce, bevo e via, dal km 30 comincio anche a mangiare, il mio menù fisso è composto da due bicchieri d’acqua e un pezzo di banana.

Progressivamente i partecipanti sulla strada diminuiscono sia perché ci si distanzia e sia perché molti si fermano ai vari traguardi intermedi; anche se sono separato dai miei compagni non è un problema, nelle varie ultra a cui partecipo mi sono fatto qualche amico da ogni parte d’Italia che ritrovo sempre e con cui posso scambiare qualche battuta ed in mancanza di questi il problema non si pone lo stesso: qui siamo una comunità per scopi e motivi diversi ma facciamo tutti la stessa cosa, corriamo e ciò fa sì che ti metti a parlare con il primo che capita anche se è uno sconosciuto, ci si incita a vicenda soprattutto nei momenti di difficoltà e anche se si arriva strisciando alla fine ci si fanno comunque i complimenti (strisciare non è dignitoso dirà qualcuno, ma io non la penso così, la dignità la si perde per cose ben peggiori che dare tutto sé stesso per una cosa in cui si crede, per un obiettivo, ma come detto è solo il mio modesto punto di vista). Scusate la digressione ma se parlo solo di corsa in senso stretto poi la cosa diventa noiosa no?

Comunque, quest’anno mi ero ripromesso di fare meglio dello scorso anno e soprattutto di limitare l’uso della camminata ma riuscirò solo a fare la prima cosa, per la seconda devo rinunciare a causa di un problema che sorge al km 38; mi vengo dei crampi (cosa mai successa in gara) allo stomaco che mi diventa rigidissimo come una tavola da surf tanto che penso di buttarmi a lago per sfruttare la cosa e cercare di arrivare prima.

Nel frattempo mi raggiunge con passo felpato Lisa (sembra che danzi tanto è leggiadra), mi dice che Francesco ha avuto qualche problema ma che comunque finirà almeno la 42 km, la cosa mi spiace; facciamo qualche tratto di strada insieme ma poi le attiva il suo I-Pod e prende la volata progressivamente (eh si il buon Francesco Venditti, che qui saluto, ho scoperto che è Abbruzzese, un grande!, mi disse una volta “quando Lisa mette il turbo non la fermi più”), non so che musica senta ma funziona alla grande, vola via (per me non è un problema assolutamente, mi superano spesso bradipi, tapiri, ornitorinchi, capre tibetane e mi dovrei dispiacere se mi passa una ragazza? Giammai, non è la prima né l’ultima e poi è una compagna di squadra, non posso che essere felice per lei! È più in forma di me e quindi ubi major minor cessat!).

I miei dolori non accennano a cessare ma me lo aspettavo, so che a me i crampi durano parecchio e quindi mi si pone il dilemma, fermarmi o proseguire come posso dovendo necessariamente alternare delle camminate (eh si perché il fastidio che ho mi fa respirare con più affanno e di conseguenza sale il ritmo cardiaco e voglio evitare di fallo alzare troppo, sono matto mica scemo!); decido di proseguire per i seguenti motivi:
1) sono uno zuccone, 2) sono un testone, 3) non lo ricordo, 4) i minuti che ho accumulato in precedenza se gestiti bene possono compensare il tempo che perderò dopo, 5) “sento” che ce la posso fare e poi, oh, a fermarmi faccio sempre in tempo.

Proseguo dunque, passo la maratona in 4 h e 10 (meglio dello scorso anno dove feci 4 h e 15) e continuo, il percorso presenta altre salite che mi fanno rallentare molto e comunque anche sul rettilineo mi prendo le mie pause così come stanno facendo molti altri che per vari motivi hanno finito le energie.

Il fastidio che ho è davvero un supplizio sono davvero agli sgoccioli delle energie, i km comunque scorrono, arrivo al km 50 e mi dico “solo 8” ma mi sembreranno lunghissimi; il traguardo si avvicina, sono agli ultimi km mi aspetta un rettilineo (dove incrocio Franco che in auto se ne sta già andando!) e poi un ultimo km di salita mooooolto in pendenza prima degli ultimi metri che mi separano dal traguardo.
Raccolgo le forze e ce la metto tutta, ultimi metri, vedo il display del crono sotto l’arco gonfiabile e faccio un’ultima volata fermando il tempo a 6 h e 10 (lo scorso anno fu 6 h e 16).

Ritrovo i miei compagni di gara e ci salutiamo tutti dopo aver fatto una foto finale.

Faccio i complimenti a tutta la squadra (scusate me li avete anche detti ma i tempi non li ricordo, ero in trance, so solo che sono tutti sotto le 6 h): Franco ha fatto un ennesimo tempone, Luigi e Christian sono rientrati alle ultra altrettanto bene, ma soprattutto voglio elogiare Lisa, un esordio col botto (e secondo me solo per la stanchezza non ha mostrato completamente quanto si è divertita!) e il grande Francesco che caparbio ed ostinato ha stretto i denti e si è fatto comunque una 42 km per nulla facile.

Dal canto mio sono comunque soddisfatto, avrei voluto fare meglio ma aver abbattuto il tempo precedente, anche se di poco, in condizioni poi non eccellenti mi basta ed avanza.

Oggi è lunedì, mentre licenzio (ovvero invio a Pino) le bozze di questo resoconto, che in realtà ho finito all’una di notte di domenica, mi sto riprendendo dallo split di allenamento che mi ero ripromesso per questi giorni e che risulta composto dalla 58 km di ieri e da altri 42 km che mi sono fatto questa mattina in giro per la città in autosufficienza (ovvero con una bottiglietta d’acqua che riempio alla bisogna e null’altro): alla fine sono soddisfatto passaggio ai 21 km in 2 h e 10, ai 30 km in 3 h e 10 chiusura in 4 h e 36 (eh i semafori fanno perdere tempo), per essere uno non proprio fresco e riposato penso non sia male no?

Come al solito ho fatto un minestrone bello lungo, a presto miei tenaci lettori!

postgara