Strasimeno Ultramarathon (STRASIMENO sì, ma alla GDG!)

Ovvero ultraGDG Challenge (58+42+42+42+16=200)

di Giuseppe Di Giorgio, 13/03/2013

 

bigstras

 

Prodi canotte orange, podisti kamikaze, bipedi forsennati, era tempo che latitavo dalle composizioni epiche (con sommo gaudio generale immagino) e le dita mi prudevano da un po’; ragion per cui vado di seguito a narrarvi un piccolo esperimento che ho fatto in occasione di una recente gara da me corsa.

Domenica 3 marzo si è svolta in quel di Castiglione del Lago l’evento podistico noto come Strasimeno; la gara regina è la 58 km che comporta il giro intero del lago ed a questa sono poi abbinate gare minori su tutte le distanze (42 km, 30 km, 21 km, 10 km), insomma ce ne è per tutti i gusti.

Oramai qui io ci ho fatto quasi i solchi dato che è la quarta volta di seguito che ci vengo, ma è una gara talmente bella che non posso rinunciarci sia perché è lunghetta come piace a me sia perché il paesaggio, a partire dal borgo di Castiglione del Lago, è spettacolare.

Comunque, domenica 3, diversi orange si sono ritrovati con me pronti ad affrontare ognuno il kilometraggio scelto; il clima è stato davvero clemente e subito dalla mattina si è visto che ci sarebbero state condizioni ottime; certo all’ora della partenza, le 9 e 20 circa, faceva abbastanza fresco, ma io memore delle volte scorse, so che dopo l’aria si scalderà e partire troppo coperto si rivelerebbe un errore, meglio soffrire il freddo per pochi minuti all’inizio che il caldo per tutte le ore che mi aspettano di gara.

I partecipanti complessivi sono circa 1500 e si parte tutti insieme, come sempre molti volti sono a me noti, ci si riconosce e ci si saluta, podisti da tutta Italia e questa è una cosa che mi piace tanto, l’essere una comunità senza bandiera legata dalla tangibile passione per la corsa; oggi non sono al massimo della forma, il mio obiettivo come sempre è cercare di fare il meglio possibile e soprattutto di sfruttare questa che è la prima gara lunga dell’anno per una cosetta che più avanti spiegherò,
mi impongo quindi di mantenere un ritmo il più costante e fluido possibile che mi faccia arrivare abbastanza fresco.

Con il buon Pit decidiamo di partire insieme cercando di tirarci a vicenda e soprattutto di farci una valanga di risate (sicuramente siamo più bravi nella seconda che ho detto!!); mano a mano che precorriamo kilometri il gruppone iniziale si assottiglia perché passiamo in corrispondenza dei vari traguardi intermedi dove molti si fermano.

Il percorso è tutto asfaltato ma presenta ogni tanto dei simpatici strappi in salita che non guastano perché almeno si varia il ritmo; come previsto dopo la prima ora di gara la temperatura è perfetta e corriamo senza problemi. I ristori sono fatti bene ed
ogni 5 kilometri, senza perdere troppo tempo, mi abbevero e mangio (oramai il mio metabolismo è cambiato e quando corro – ma in generale questo vale sempre!!! – sono comunque in grado di ingurgitare di tutto, ogni cosa che trovo la butto giù perché comunque so che sto consumando parecchio, a colazione infatti avevo fatto fuori un cornetto e due occhi di bue!).

Siamo su un ritmo perfetto, poco sopra i 5 minuti a kilometro, e spero di mantenerlo il più possibile; i kilometri scorrono veloci, ai vari stop ci aspettiamo a vicenda e comunque per una buona parte della gara Pit mi precede di un po’ (beata gioventù!) mentre io come detto rimango costante ed inesorabile nella mia andatura.

Chiacchieriamo un sacco, ridiamo come non mai, parliamo di tutto e ciò fa passare i
kilometri come se niente fosse, le salite ci rallentano veramente poco e maciniamo kilometri in tranquillità; intorno a noi lo splendido specchio del lago che mai come quest’anno si è presentato in tutta la sua bellezza visto che gli scorsi anni c’erano sempre un po’ di nuvole o di foschia; verrebbe da fermarsi e buttarsi a riva a farsi una ronfata con la spiga di grano in bocca!

Verso il kilometro 38 Pit paga sicuramente lo sforzo della brillantissima prestazione fatta alla maratona di Terni due settimane prima unito allo sforzo attuale visto che ha tirato più di me e si concede un attimo di respiro mentre io anche grazie ad una discesa che so esserci a breve proseguo dopo che lui mi ha detto di andare senza farmi problemi.

Quest’anno hanno variato una parte di percorso ed invece della strada statale ci facciamo un tratto interno di pista sterrata ciclabile che ho molto gradito anche
perché era più vicino al lago. Anche io ovviamente comincio a sentire un po’ di fatica ma cerco ci resistere puntando a non cedere almeno fino a pochi kilometri dall’arrivo; passo la maratona in 3 ore e 45 che mi va bene dato che all’arrivo mancano ancora 16 kilometri e quindi non potevo tirare di più perché non mi sarebbero rimaste energie sufficienti.

Purtroppo ai ristori è praticamente assente la coca-cola che nelle gare per me è oro ma me ne faccio una ragione e bevo quel che c’è. Nelle salite rallento più di prima perché le gambe sono un po’ stanche e quando sono al kilometro 50 mi regalo ogni tanto la possibilità di fare due passi per sciogliermi e recuperare.

L’ultimo tratto è il meno bello perché è tutto sempre su strada statale abbastanza monotono e la cosa è peggiorata dal fatto che in lontananza si vede Castiglione che si staglia nel cielo azzurro ma che sembra sempre così distante da non arrivarci mai; scambio due chiacchere con un ragazzo che è alla sua prima esperienza qui ed ha il padre che lo segue in bicicletta, anche questo mi rende più piacevole proseguire.

Arrivato in prossimità del borgo, ad una delle rotonde lungo la strada, per una manciata di secondi mi si bloccano completamente le gambe per una sorta di crampo e penso subito “cavolo e ora come faccio!!!”; sì perché so che dopo il rettilineo che segue alla rotonda mi aspetta la salita che porta al centro del borgo e quindi all’arrivo ed è abbastanza ripida ed antipatica soprattutto con i kilometri che ho sulle gambe.

Come sempre quando ho i crampi mi resta una sola possibilità, correre per sbloccarmi e funziona per fortuna; arrivo ai piedi della salita che faccio alternando corsa e camminata, passo sotto l’arco che immette nel piccolo corso del paese che è il rettilineo finale e giungo all’arco dell’arrivo in 5 ore e 23, peggio dello scorso anno ma soddisfatto comunque, Pit arriverà alcuni minuti dopo con un trionfale ingresso in topless!!.

Il pomeriggio, dopo esserci rifocillati ed aver razziato i negozi di salumi tipici del posto, il gruppo orange prende la via del ritorno ed io in auto già penso a cosa mi
aspetta….……cosa mi aspetta? Ve lo dico subito! Prima della gara avevo già deciso che quella sarebbe stata la mia settimana di allenamento pesante (cioè una valanga di kilometri ravvicinati), cosa che faccio ogni anno, e questa volta avevo preventivato di renderla un po’ allegra! Che vuol dire allegra?

vuol dire che lunedì sera (ovviamente dopo il lavoro) su gambe un po’ incerte mi sono fatto una maratona (ovvero i fatidici 42 kilometri e passa) in privato, cioè in città su percorsi che mi sono studiato appositamente, in un tempo di 4 ore e 17 minuti che, date le condizioni in cui ero, mi ha soddisfatto visto che in questo caso non mi alleno per la velocità ma per la resistenza. Finito qui?

No!, martedì sera mi sono fatto di nuovo una maratona ma stavolta è andata un po’ peggio perché avevo le gambe a pezzi (anche a causa delle scarpe che sono praticamente implose! In meno di un anno e mezzo ne ho fatte fuori tre paia) ed è piovuto tutto il tempo, oltre al fatto che mi sono venute delle vesciche come noci; il crono finale è stato più alto, 4 ore e 43 ma come detto mi va bene anche questo visto che stavo raschiando il barile. Finito ora????

Manco pè niente! Mercoledì di nuovo mi sono rifatto una maratona ed è andata meglio del giorno prima, circa 4 ore e 23 e tutte sotto un diluvio assurdo. Come detto il mio obiettivo questa volta non era fare velocità, che mi avrebbe prosciugato, ma fare tanti kilometri ravvicinati e gestire il recupero in tempi brevi, così per fare cifra tonda giovedì mi sono fatto 16 kilometri abbastanza tranquilli in circa 1 ora e 20 e alla fine ho fatto quindi 200 kilometri in 5 giorni (lo scorso anno lo avevo fatto in 8 giorni). Il mio set da maratona in questo caso è stato in semiautosufficienza ed è consistito nell’abbeverarmi alle fontane di questa bella città (i così detti “nasoni”) e portarmi ogni volta due muffin al cioccolato da fare fuori al kilometro 15 e 30, niente altro.

A parte il secondo giorno di maratona per il resto i dolori alle gambe sono spariti subito, quelli delle vesciche li avevo gestiti con dei cerotti che comunque aiutano molto, l’importante è avere muffin a valanga!. Devo dire che alla fine sono soddisfatto e mi sono divertito molto solo che ora se non vado a comprarmi le scarpe nuove la Maratona di Roma mi tocca farla scalzo!

PS: ovviamente l’ultima sera per festeggiare mi sono fatto fuori dei cannoli alla siciliana dopo che a cena avevo dato fondo al salame al tartufo del Trasimeno! (che non si è capito che corro per mangiare!!!!).

A presto mie arance trotterellanti!